E’ noto che l’Italia possiede il 70% del patrimonio artistico mondiale, costituito da monumenti di architettura, opera di pittura, scultura e arti minori.
E’ noto che molti dei più importanti musei conservano in magazzini e depositi insigni opere d’arte che non possono essere esposte al pubblico per mancanza di spazi.
E’ noto infine che molti monumenti e opere d’arte di enorme valore, ma lontani dai circuiti turistici principali (città d’arte minori, pievi di campagna e simili), sono soggetti ad inarrestabile deperimento, a furti e atti di vandalismo, in mancanza di fondi per la loro tutela, salvaguardia e valorizzazione.
Allora perchè richiamare ancora l’attenzione proprio sul complesso laurenziano di Firenze, incredibile complesso monumentale famoso nel mondo, costituito dalla Basilica e dalla Sagrestia Vecchia del Brunelleschi, con annessi chiostri, dalla Biblioteca Medicea Laurenziana di Michelangelo, dal Museo delle Cappelle Medicee con la cripta dei Medici, la Sagrestia Nuova di Michelangelo e la Cappella dei Principi splendente di marmi policromi, e già visitato da milioni di turisti ogni anno?
Il Complesso Laurenziano, sottoposto per legge nella sua interezza alla tutela dell’Opera Medicea Laurenziana (OML), grazie ai proventi della stessa OML coadiuvata dalle Soprintendenze e dai Ministeri competenti, già si avvantaggia di investimenti di milioni di euro l’anno per la sua salvaguardia e la sua manutenzione, nella consapevolezza del suo inestimabile valore quale testimonianza principe del Rinascimento (il periodo più fulgido e celebrato dell’arte italiana) e delle epoche successive.

Eppure i fondi disponibili, pur cospicui, sono appena sufficienti alla manutenzione ordinaria del monumento, per salvaguardarlo, nelle sue parti aperte ai visitatori, dalle ingiurie del tempo, mentre è in corso da parte dell’OML, da alcuni anni e grazie alle maggiori disponibilità derivanti dall’introduzione del biglietto di ingresso alla Basilica per le visite turistiche, il tentativo di restaurare e recuperare altri vastissimi spazi (in particolare gli scantinati, ambienti di grande suggestione) attualmente inaccessibili al pubblico. Inoltre l’OML intende riacquisire insigni opere d’arte (pitture, oreficerie, suppellettili, arredi, oggetti d’uso e di artigianato, modelli, disegni) di competenza del Complesso ma disperse, negli anni e nei secoli, in diverse collocazioni o ammassate nei magazzini, e di ricreare un unico percorso museale, ora frammentato sotto la diversa gestione della Parrocchia (Basilica e annessi), del Ministero per i beni culturali (la Biblioteca Medicea Laurenziana) e la Soprintendenza (il Museo delle Cappelle Medicee).
Il fermo proposito dell’OML, in ciò confidando non solo sulle proprie disponibilità ma anche nel fondamentale e indispensabile contributo di sponsors, è di giungere a questo traguardo ambizioso il prima possibile.


Ecco allora “perchè San Lorenzo”.
Senza disconoscere i meritevoli interventi di salvaguardia e recupero di monumenti e opere d’arte “minori” altrimenti destinate alla rovina, né l’importanza di contribuzioni per il restauro e la manutenzione di monumenti e complessi museali di grande notorietà ma ormai consolidati nella loro dimensione e articolazione, è innegabile che ogni aiuto offerto all’OML per il compimento del suo grande “progetto” acquisterà il valore di un significativo contributo alla realizzazione di un nuovo straordinario e inaspettato dono alla città, all’Italia e al mondo intero.