Martirio di S.Lorenzo  (particolare) Pulpito della Resurrezione
Immagine di S. Lorenzo nel Codice Rustici

 

 

Costruita nel tardo IV secolo a nord delle mura, su di un’altura (il monticulus Sancti Laurentii) in prossimità di un’importante via di accesso alla città (la Porta a Settentrione della cerchia romana), la Chiesa di San Lorenzo rappresenta una delle primissime testimonianze della presenza di una comunità cristiana ed ecclesiale nella colonia romana di Florentia. La piccola chiesa, della quale non rimangono tracce, se non alcune minime testimonianze archeologiche venute alla luce negli anni ’60-‘70 del Novecento, fu eretta grazie alla donazione di una facoltosa e devota donna di origine ebrea, dedicata al martire Lorenzo (atrocemente ucciso sui carboni ardenti il 10 agosto del 258, durante le persecuzioni dell’imperatore Valeriano) e consacrata cattedrale dal vescovo di Milano Ambrogio nel 393.

 

L’area, benché extramuraria, era comunque già urbanizzata, come provano i resti di abitazioni e botteghe rinvenuti durante gli scavi per la costruzione della gradinata (1912-1913).

La chiesa fu poi completamente ristrutturata in forme romaniche e consacrata una seconda volta nel 1059 dal vescovo Gherardo di Bologna (poi Papa Niccolò II). Di questa “seconda San Lorenzo” possiamo farci un’idea abbastanza chiara osservando il Codice Rustici, un prezioso documento che rappresenta l’antico centro fiorentino compilato nel 1425 da Marco di Bartolomeo Rustici e conservato nella Biblioteca del Seminario Maggiore di Firenze.

Da quel momento San Lorenzo esercitò funzione parrocchiale per tutta la zona circostante.