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Il primo chiostro, detto “dei Canonici”, è costituito
da uno spettacolare loggiato a due piani, di pianta quadrata, intorno
ad un giardino oltre il quale si scorgono dal lato nord l’esterno
della fiancata laterale della basilica, dal lato ovest quello della
Biblioteca Medicea Laurenziana e dal lato sud la Cupola del Brunelleschi
ed il Campanile di Giotto. È uno dei più pittoreschi chiostri
fiorentini, tutti bellissimi ma molto spesso ridotti, con grave danno
per l’arte, ad usi civili.
Qui, a ridosso della chiesa, con tutta probabilità fu la prima
sede vescovile di Firenze, intorno alla quale dovettero costruirsi sin
dalla fondazione, nel 393, gli alloggi dei religiosi. La caratteristica
che distingue questo chiostro da molti altri è proprio il fatto
che esso non appartenne mai né ad un convento, né ad un
ospedale e neppure ad una Confraternita: si trattò sempre di
loggiati intorno ai quali si aprivano le abitazioni dei canonici e del
Priore, quasi una sorta di percorso privato interno. I canonici avevano
ciascuno una propria abitazione (le porte sono distinte da lettere dell’alfabeto),
quelle centrali anche un piccolo orto e, per molti secoli, ebbero una
cucina comune, così come in comune era l’orario della giornata
e i doveri collegiali disciplinati con severa austerità.
Con l’ordinamento del Collegio dei canonici nel Medioevo, il
chiostro di San Lorenzo ebbe un assetto che poi fu sostanzialmente rispettato
anche nella ricostruzione che ne fece Antonio Manetti Ciaccheri, allievo
di Brunelleschi, nell’ultima fase di ristrutturazione quattrocentesca
che riguardò l’intero complesso laurenziano (1457-1462
per la ricostruzione del chiostro): alcuni elementi della precedente
costruzione del XIV sec. sono tuttora riconoscibili, anche se delle
costruzioni che dovevano affiancare l’antica chiesa non è
rimasta alcuna traccia.
L’armonia e la proporzione tra gli archi ed il loggiato rivelano
una certa affinità con tutto l’impianto dato al monumento
dal genio del Brunelleschi, al quale però una possibile attribuzione
è stata sempre smentita dai documenti. Se esaminiamo i capitelli
ionici ed altri elementi architettonici troviamo piuttosto alcune affinità
con il chiostro di San Marco di Michelozzo, il quale sappiamo subentrò
alla direzione del cantiere di San Lorenzo proprio alla morte del Brunelleschi
(1446).
E’ dunque presumibile che la costruzione del chiostro ad opera
del Manetti Ciaccheri si basasse su un disegno-progetto di Michelozzo,
anche se poi il progetto originario fu sicuramente interpretato secondo
altro linguaggio, soprattutto per far fronte all’esigenza di lasciare
inalterate certe strutture preesistenti.
E’ invece certo che con l’assegnazione delle prime case
per i canonici nel 1461-62 i lavori di costruzione del chiostro erano
sostanzialmente terminati, anche se poi subirono alcuni interventi di
rilievo fino agli anni di Michelangelo e della costruzione della Biblioteca
(due portali su disegno di Michelangelo, al piano superiore, sono forse
le più significative “aggiunte” cinquecentesche al
primo chiostro). Altri interventi di recupero furono necessari dopo
l’assedio di Firenze del 1529, durante il quale i chiostri furono
trasformati in alloggiamento per le truppe pontificie ed imperiali.
Del resto che il cantiere fosse ancora attivo in quegli anni è
documentato dai disegni di studio preparatori che si possono osservare
lungo il perimetro del chiostro, e specialmente quello adiacente la
“porticina del materassaio” di cui vediamo, sull’intonaco,
uno studio di frontone triangolare, riportato alla luce nel corso dei
restauri del 1992.
Il secondo chiostro, più piccolo, è sicuramente il nucleo
più antico, e lo si vede dalla struttura più privata delle
abitazioni e dai caratteri medievali degli elementi architettonici che
lo compongono, non ultimi i capitelli gotici. Tuttavia non si hanno
notizie precise sulla costruzione di questo secondo chiostro, anche
se sembra possa ricondursi alla fine del Trecento e all’attività
del Canonico Matteo Dolfini, assai esperto di architettura, che tanta
parte ebbe anche nel successivo ampliamento della Basilica.
Tra i due chiostri era situato l’ingresso all’antico Refettorio,
dove ora è l’abitazione del Priore, che infatti conserva
ancora alcune opere di interesse tra cui uno splendido lavabo rinascimentale.
I fabbricati perimetrali dei due chiostri si sviluppano anche al primo
piano, che, per quanto riguarda la parte parrocchiale, sono adibiti
in prevalenza ad abitazioni o concessi a locazione alla Biblioteca Medicea
Laurenziana per uffici, depositi e magazzini. Dal primo piano del chiostro
maggiore si apre il Vestibolo della Biblioteca, da cui si accede poi
al Salone monumentale.
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